Appalti via web, a rilento il sistema Avcpass

Pubblicato in: News il giorno: 06 febbraio 2015

Il servizio Avcpass (Authority Virtual Company Passport) è stato realizzato dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP), per far sì che le pubbliche amministrazioni possano verificare direttamente on line la documentazione relativa ai requisiti dei propri appaltatori.

La sua istituzione discende da quanto previsto all’articolo 6 del decreto legislativo n. 163 del 2006.
Ad un anno dalla sua attivazione ufficiale si evidenziata un'importante criticità di questo sistema, costituita dalla proliferazione esponenziale delle caselle di posta elettronica certificata.
In effetti, come prescritto dalla delibera 111 dell'Avcp, è necessario che ciascuno dei seguenti soggetti possieda un indirizzo PEC:

  • stazione appaltante/ente aggiudicatore (PEC relativa all'Area Organizzativa Omogenea di Protocollo di appartenenza);
  • Responsabile del Procedimento (casella PEC personale);
  • almeno un amministratore/legale rappresentante di ogni operatore economico (casella PEC personale dell'amministratore e casella PEC dell'operatore economico); nel caso di operatore economico persona fisica casella PEC personale;
  • eventuale delegato dall'operatore economico (casella PEC personale del delegato e casella PEC dell'operatore economico);
  • Presidente di Commissione, Commissari di gara ovvero altri soggetti abilitati alla verifica dei requisiti per il tramite del sistema AVCPASS (casella PEC personale).

Oltre a questo, si consideri che i documenti ricevuti sulla casella di PEC "personale" dei diversi soggetti individuati dalla delibera, non solo devono essere correttamente conservati ai sensi degli artt. 43, 44 e 44-bis del CAD, ma devono essere comunque registrati al protocollo, o direttamente dal soggetto che li riceve, creando un decentramento della protocollazione, oppure inoltrandoli a un'unica PEC istituzionale per garantirne la protocollazione e la conseguente conservazione.