Dematerializzazione, risparmi potenziali per 200 miliardi

Pubblicato in: News il giorno: 31 maggio 2012

200 miliardi di euro l’anno, a tanto ammontano i risparmi generati dalla digitalizzazione e dematerializzazione dei documenti secondo l’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano.

Sul versante delle imprese, lo studio rileva che nel 2011 cresce il numero di quelle che hanno intrapreso in Italia un percorso di Dematerializzazione e Digitalizzazione del Ciclo Ordine-Pagamento.

Complessivamente oltre 60.000 imprese hanno scambiato in formato elettronico (attraverso canali Edi, Extranet o Portali) almeno una parte dei documenti del Ciclo dell’Ordine o hanno portato in Conservazione Sostitutiva le Fatture (attive o passive): si tratta di circa un’impresa su due tra le grandi, un’impresa su sei tra le Pmi e meno dell’1% tra le Microimprese.

Si stima che circa 3.400 imprese nel 2011 abbiano fatto Conservazione Sostitutiva di Fatture Attive e/o Passive (dall’analisi delle impronte pervenute all’Agenzia delle Entrate, nel 2010, 2.510 imprese fanno Conservazione Sostitutiva di Fatture), con una crescita del 35% rispetto al 2010: si portano in Conservazione Sostitutiva prevalentemente le Fatture Attive (oltre il 90%) meno quelle Passive (il 35%). Sono oltre 90.000 le imprese che hanno portato in Conservazione Sostitutiva i principali Libri e Registri contabili.

8.300 imprese utilizzano formati elettronici strutturati per scambiare con i propri clienti e/o fornitori – tramite reti Edi, WebEdi e Xml – i principali documenti del Ciclo Ordine-Pagamento, con una crescita del’11% nel 2011. 

Circa 50.000 imprese italiane – soprattutto di piccole-medie dimensioni – scambiano almeno una tipologia di documento del Ciclo Ordine-Pagamento utilizzando circa 280 tra Extranet o Portali B2b di tipo transazionale: ecosistemi sviluppati da grandi aziende per comunicare con fornitori o clienti più piccoli, che in diversi casi supportano anche processi collaborativi.

Cresce il numero di aziende pronte a realizzare un modello di Fatturazione Elettronica: circa 2.000 imprese inoltre operano secondo il modello “Quasi Fatturazione Elettronica”: il fornitore invia una Fattura telematica al cliente ed entrambi portano il documento in Conservazione Sostitutiva (senza accordo esplicito tra le parti né l’obbligo di rispettare i 15 giorni per portare la Fattura in Conservazione Sostitutiva).

Oltre 3.000 imprese che fanno Conservazione Sostitutiva delle Fatture Attive, infatti, le inviano ai clienti in modalità telematica: è la cosiddetta “Fatturazione Elettronica lato attivo”.