Chi è il Chief Happiness Officer e come rende un’organizzazione positiva

Pubblicato in: Approfondimenti il giorno: 17 Marzo 2020

“Abbi cura dei tuoi dipendenti perché loro si prenderanno cura della tua azienda”.

Le parole di uno degli imprenditori più ricchi al mondo, Richard Branson, esprimono un concetto tanto semplice quanto potente: i dipendenti felici sono i dipendenti più produttivi.

Secondo la società statunitense di analisi Gallup, che ogni anno stila il rapporto sulla felicità nel mondo, l’87% dei dipendenti è demotivato: questo provoca una carenza di produttività pari a circa 500 miliardi di dollari a livello globale.

Uno studio successivo mostra che le aziende che hanno investito in programmi per la salute e il benessere dei propri dipendenti hanno visto crescere il valore delle proprie azioni del 325%, mentre quelle che non lo hanno fatto si sono fermate al 105%.

Non è un caso, dunque, che si stia sempre più diffondendo la figura del Chief Happiness Officer, un Manager della Felicità aziendale, che ha come compito quello di garantire il benessere dei dipendenti, migliorare la loro produttività  e portare l’azienda a essere una cosiddetta Organizzazione Positiva

Cosa sono le organizzazioni positive?

Le organizzazioni positive sono luoghi in cui si respira autentica passione ed entusiasmo, in cui le persone vivono relazioni sane e opportunità di reciproco arricchimento. D’altronde, siamo essere sociali e le relazioni sono una necessità primaria.

Le organizzazioni positive sono quei luoghi di lavoro  in cui i dipendenti si sentono realizzati per quello che fanno, ne condividono il senso e si rispecchiano nei valori aziendali. 

Far parte di un’organizzazione positiva significa condividere la stessa visione, sentirsi ingaggiati per seguire una mission comune di cui l’azienda rappresenta solo lo strumento di realizzazione. E sentirsi coinvolti rafforza il senso di appartenenza all’organizzazione positiva di cui si è parte.

Ma le organizzazioni positive sono anche luoghi in cui le persone hanno modo di crescere, formarsi, imparare. Lo sviluppo delle competenze e la formazione sono, infatti, un supporto essenziale all’innovazione di processo, nonché ottimi strumenti per creare una forte motivazione.

Non solo.

Oltre alla motivazione, le organizzazioni positive apprezzano le persone per il loro contributo e offrono loro le giuste ricompense in termini di maggiore flessibilità e autonomia. 

Organizzazioni positive: gli ingredienti per la felicità

I lavoratori di oggi sono consapevoli, si informano, individuano con razionalità le aziende in cui lavorare e i workplace più ambiti sono quelli che garantiscono una maggiore possibilità di governare i propri tempi di lavoro.

Dunque, gli ingredienti per una perfetta organizzazione positiva sono riassumibili in:

  • centralità dell’individuo;
  • stimolo all’innovazione di processo;
  • trasparenza della governance;
  • sistemi di feedback continui;
  • smart working e…
  • un po’ di sana chimica positiva. 

Vediamo perché.

La chimica della positività

Diversi studi scientifici dimostrano che le nostre emozioni impattano sulle nostre performance e sulla nostra salute: a seconda dell’emozione che stiamo provando, il nostro organismo rilascia sostanze chimiche che ci fanno stare più o meno bene.

Sostanze come la dopamina, le endorfine, l’ossitocina, la dopamina, la serotonina accendono i centri dell’apprendimento, della memoria, aumentano la creatività, la concentrazione e la capacità di problem solving. 

Coltivare esperienze che generano benessere e che mettono in circolo la cosiddetta chimica della positività può essere un vero toccasana anche dal punto di vista della salute: l’ossitocina ad esempio (che viene rilasciata quando creiamo una connessione sociale positiva) rafforza il sistema cardiovascolare, neuroendocrino e immunitario; le endorfine, invece, permettono all’organismo di distruggere i batteri, alleviare il dolore e ridurre le infiammazioni.

Al contrario, sostanze come il cortisolo (l’ormone dello stress), l’adrenalina e la norepinefrina, se rimangono in circolo a lungo, hanno un effetto nocivo per la salute e generano sentimenti come paura, frustrazione, conflitto, inadeguatezza. Il ciclo della negatività porta le persone a demotivarsi e ad avere performance scarse, con conseguenze negativi sui risultati di business. 

Come rendere la tua organizzazione positiva

Ecco qualche piccolo consiglio per cominciare ad essere un leader positivo e fare della positività una vera e propria strategia organizzativa:

  1. Sfrutta i vantaggi della condizione fisiologica data dalla chimica della positività
  2. Metti in connessione le persone, facilita lo scambio di conoscenze utili e di strategie
  3. Celebra i risultati: il feedback positivo dei colleghi e di un superiore influenza la motivazione
  4. Trasferisci sempre in maniera chiara i tuoi obiettivi: obiettivi ben specificati permettono migliori performance
  5. Definisci per i tuoi collaboratori obiettivi realizzabili: dare obiettivi difficilmente raggiungibili mortifica le prestazioni
  6. Coinvolgi le persone nelle decisioni: una decisione presa in team vedrà meno possibilità di conflitti
  7. Offri opportunità di formazione personalizzata, di sviluppo personale e culturale, oltre che tecnico
  8. Crea e chiarisci il senso della tua organizzazione: le persone sono naturalmente portate ad investire con intelligenza la propria energia e il proprio tempo in un’attività di cui condividono il senso
  9. Impara a conoscere i tuoi colleghi e collaboratori, ad apprezzare le loro capacità e a valorizzare le eccellenze per crescere come gruppo
  10. Comunica con i tuoi collaboratori e colleghi con rispetto, gentilezza, supporto e sinergia.

 

Copying è tra le prime 54 aziende italiane ad avere all’interno un Chief Happiness Officer a supporto del titolare, del Management e di tutto il team.

Crediamo, infatti, nell’importanza di avere dipendenti felici e con un approccio positivo al lavoro. Il benessere organizzativo è per noi sia strumento di efficienza lavorativa sia un obiettivo di sostenibilità.