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Si sa: la digitalizzazione è un fenomeno irrefrenabile, che coinvolge tutte, ma proprio tutte, le sfere del vivere civile, compresa quella dei viaggi.

Cominciamo con quelli di lavoro, confrontando l’impiego di supporti tecnologici nella gestione di quest’aspetto tra il pubblico e il privato.

Del 12% di viaggi d’affari gestiti dal mercato digitale del turismo in Italia, la quasi totalità sono attribuibili alle imprese private, e in particolare:

presenza di sistemi di prenotazione online o self-booking tool 22% nelle aziende private (registrando una diminuzione della spesa nel 77% dei casi e una riduzione del tempo di gestione dell’intero processo di organizzazione delle trasferte nell’84% dei casi) 5% nelle aziende pubbliche
Adozione di soluzioni di pagamento elettronico pre-viaggio 82% ne utilizza (e più di un’azienda su due dichiara di aver ottenuto maggior trasparenza nelle spese e una maggiore monitorabilità) 70% non ne ha adottate (e quasi nessuna ha manifestato interesse all’ introduzione di tali strumenti)
Digitalizzazione della rendicontazione nel post viaggio 62% dei casi

 

20% dei casi
Adozione della travel policy (insieme di norme da seguire al fine di garantire efficienza nel processo e sicurezza ai viaggiatori d’affari) L’86% delle aziende medio-grandi l’ha formalizzata

 

67% non ne segue alcuna (sebbene le spese di viaggio nelle P.A. debbano sottostare a vincoli stringenti)

Emerge da quanto schematizzato un uso assolutamente residuale della digitalizzazione delle “trasferte” nelle pubbliche amministrazioni, nonostante sia chiaro ed evidente quanto e come essa riduca e renda più trasparenti le spese di viaggio, a tutto vantaggio del Paese.

Anche perché riduce fortemente la possibilità di contenziosi sui rimborsi truccati, sempre a vantaggio delle tasche dei contribuenti!

E da qui ad un interrogativo e una riflessione più ampi: quanto delle opportunità offerte dal turismo digitale viene realmente colto in Italia?

Come al solito, mentre i grandi operatori internazionali si contendono il ricco mercato del turismo digitale, l’Italia deve ancora elaborare una strategia volta a rendere più attuale e competitiva la sua offerta turistica.

Anche perché, che la torta sia ghiotta (costituita com’è non più solo da voli e pernottamenti, ma anche da tutta una serie di servizi “collaterali”, come noleggi auto, assicurazioni, tour esperienziali, etc.) è evidente anche dal fatto che pure un colosso come Google ha deciso di metterci su le mani!

Per cui, se fino ad oggi il motore di ricerca per eccellenza era stato un (solido e proficuo) partner pubblicitario per le grandi online travel agency, negli ultimi anni ha cominciato a testare soluzioni di commercializzazione “disintermediata”, proprie.

Con la prenotazione alberghiera Hotels Finder offre un’esperienza del tutto simile a Booking, con la possibilità di personalizzare la ricerca filtrando per area geografica, prezzo, e introducendo oltre alla comparazione delle recensioni, come Tripadvisor, anche quelle “proprietarie” cioè postate direttamente sulla pagina hotel di Google.

E visto che nell’oltre il 70% dei casi si sceglie facendosi condizionare dalla media delle opinioni collettive, poter disporre di recensioni già nella pagina di ricerca, potrebbe spiazzare Tripadvisor che richiede un clic in più per la consultazione.

(Dal canto suo Tripadvisor sta cercando di trasformarsi in un social network, che connetta persone conosciute, di modo che ne guadagni la credibilità dei pareri consultati).

Per di più, essendo possibile pagare direttamente con Google Pay, il colosso godrà di una quantità di dati di profilazione del cliente davvero invidiabile.

Dunque l’Italia DEVE accelerare!

E può farlo solo sfruttando (non senza un quadro normativo adeguato) 3 grandi occasioni di crescita: la partenza delle sperimentazioni 5G, l’avvio delle commissioni di esperti al MISE per Blockchain (universalmente riconosciuta come una tecnologia che consentirà nuovi modelli di business fondati su un’intermediazione che abbatte il rischio di controversie e consente di aggregare l’offerta in modo certificato e trasparente) e Intelligenza Artificiale (che in ambito turistico sarà sempre più rilevante sia per sviluppare soluzioni innovative nell’ambito delle traduzioni e del linguaggio naturale, sia per interpretare i gusti e i comportamenti di chi viaggia in modo da offrire proposte più efficaci).

Un esempio potrebbe riguardare un nuovo approccio relativo agli obblighi delle “Disposizioni concernenti la comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza dell’arrivo di persone alloggiate in strutture ricettive”: imitando il modello francese si potrebbe eliminare l’obbligo della comunicazione, rendendola facoltativa, e offrendo al turista un’opzione di autorizzazione alla profilazione.

Oppure si potrebbe pensare a nuove modalità di incasso della tassa di soggiorno tramite l’utilizzo dell’identità digitale.

O ancora, sempre imitando il modello francese, si potrebbe creare un soggetto pubblico privato dotato di un team digitale che sviluppi progetti sostenibili in grado di rendere più attuale e competitiva l’offerta turistica nazionale.

È proprio conoscendo tutte le potenzialità ancora inespresse che la digitalizzazione offre anche in campo pubblico, che noi di Copying Srl abbiamo deciso di fornire Servizi di Gestione Documentale in outsourcing da oltre 35 anni a piccole, medie e grandi aziende e Pubbliche Amministrazioni garantendo sempre qualità, affidabilità e costi competitivi.