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Cartelle cliniche digitali, l’Olanda al top in Europa

By Marzo 27, 2014No Comments3 min read

Come si apprende da una nota della Commissione Europea, gli studi sono stati condotti su un campione di ospedali e di medici generici cercando di verificare quanto le strutture e i professionisti del settore utilizzino le cartelle cliniche digitalizzate, l’e-mail, le prescrizioni on line e la telemedicina, sia per scambiare dati con altri addetti ai lavori, sia per comunicare con i propri assistiti.

Tra i dati più rilevanti emerge l’utilizzo da parte del 60% dei medici generici dei servizi on line per l’assistenza sanitaria, nel 2007 il valore di riferimento si attestava al 10%.
In generale, la nota della Commissione fornisce il seguente quadro:

  • i Paesi nei quali si registra la maggiore diffusione della sanità online sono la Danimarca (66%), l'Estonia (63%), la Svezia e la Finlandia (entrambe al 62%). I profili completi per paese sono disponibili qui.
  • i servizi di sanità online sono ancora utilizzati perlopiù per la registrazione e la trasmissione tradizionale, anziché per scopi clinici, come le visite online (solo il 10% dei medici generici svolge visite online).
  • nella digitalizzazione delle cartelle cliniche dei pazienti, i Paesi Bassi si piazzano primi con una percentuale di digitalizzazione dell'83,2%; in seconda posizione troviamo la Danimarca (80,6%) e in terza il Regno Unito (80,5%).
  • appena il 9% degli ospedali in Europa permette ai pazienti di accedere online alla propria cartella clinica e la maggior parte di essi dà solo un accesso parziale.
  • il 70% degli ospedali le condivide con operatori sanitari esterni. I migliori risultati si registrano in Danimarca, in Estonia, in Lussemburgo, nei Paesi Bassi e in Svezia (il 100% dei loro ospedali pratica lo scambio di informazioni ad un qualche livello).
  • i tre Paesi in vetta alla classifica per le prescrizioni elettroniche sono l'Estonia (100%), la Croazia (99%) e la Svezia (97%), mentre per quanto riguarda l'uso dell'e-mail troviamo la Danimarca (100%), l'Estonia (70%) e l'Italia (62%).

I principali ostacoli alla diffusione degli strumenti suddetti sono la mancanza di conoscenze informatiche (72%), la non completa interoperabilità tra i sistemi informatici delle strutture e dei soggetti coinvolti (73%), e l’assenza di regole chiare e ben definite in materia di privacy, specie per quanto riguarda i rapporti via e-mail tra medici e pazienti (71%).

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