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Il formato PDF e la conservazione sostitutiva

By Ottobre 17, 2012No Comments2 min read

Con un articolo su Altalex, Carlo Tenca esamina le principali caratteristiche del formato PDF e a partire da ciò sostiene che lo standard PDF/A-1b, permettendo una corretta e precisa riproducibilità nel tempo, pur con alcuni limiti dà le maggiori garanzie per le finalità di conservazione sostitutiva
La riflessione dell'Ing. Carlo Teca comincia con la smentita di quello che sempre più si sta affermando come un luogo comune, ovvero l’idea che il PDF possa essere a prescindere considerato come il formato di documento digitale ideale.
“In realtà – precisa però Teca – il formato PDF, nella sua forma standard, non può essere considerato compatibile con i processi di conservazione digitale, manca infatti della caratteristica di riproducibilità a lungo termine, neppure nella forma della conservazione dell'aspetto visivo.
Questo capita perché i file PDF standard non sono esattamente immagini, fotocopie digitali immobili ed immutabili, ma possono presentare dipendenze da altri file (come i cosiddetti font, o altri oggetti) installati sul proprio Personal Computer ed esterni al documento stesso.”
Elencando i sotto-formati, Teca esamina nel resto dell’articolo le principali caratteristiche del PDF/A, proposto come standard per i processi di archiviazione digitale a lungo termine, e al termine di una dettagliata analisi sostiene che il solo standard PDF/A-1b ha tutte le carte in regola per garantire l’archiviazione sostitutiva a norma