Strategie social per il B2B

Pubblicato in: Approfondimenti il giorno: 28 novembre 2018

I dati sono chiari: nel 2018 gli utenti attivi in Internet sono arrivati a 4 miliardi di persone; se si guarda all’utilizzo di Internet da mobile l’audience globale sale addirittura a 5 miliardi (e oltre) di utenti, dei quali 3 sfruttano i social media da mobile.

Per quanto riguarda le cifre italiane: 43 milioni sono coloro che adoperano Internet (che rapportati al totale delle persone che vivono nel nostro Paese corrispondono al 73%); 34 milioni sono gli utenti attivi sui social media; e 30 quelli che li utilizzano da mobile.

Questo significa che, solo nel nostro paese, nel corso dell’ultimo anno, si è verificato un incremento del 10% di quanti adoperano Internet; un altro 10% di quelli che sono attivi sui social media; e un 7% di quelli che vi accedono da mobile.

Traducendo le cifre in parole: essere fuori dai social, oggigiorno, equivale ad essere fuori dal mondo!

E questo vale anche per le aziende.

Non solo quelle B2C (che si rivolgono direttamente al consumatore finale) ma anche quelle che operano secondo un modello B2B, che possono trovare nel social networking uno strumento essenziale per analizzare necessità e interessi dei potenziali clienti.

Tuttavia, come muoversi in ambito social per accrescere i propri introiti?

È necessario agire su due versanti:

  1. capire quali sono le reti Social B2B più utili per far crescere ed espandere il proprio business
  2. capire come muoversi sui canali social per attivare e gestire relazioni professionali utili al proprio business.

Solo risolvendo il primo punto, si riuscirà a capire quale tipo di comunicazione adottare affinché risulti efficace (risolvendo così il secondo punto).

E dunque: Twitter, Linkedin e Facebook sono realtà differenti.

Twitter: solo 140 battute per cercare di diventare influenti e acquisire autorevolezza.

Facebook: ampio spazio per concretizzare una strategia che punti a incentivare e coinvolgere in modo creativo le persone (trasformandole in fan), attirandole con post altamente virali e il più possibile interessanti, e che induca una fidelizzazione rafforzata attraverso i Like (che permettono di identificare gli interessi e creare attenzione verso personaggi, prodotti, marchi, servizi o fenomeni).

Linkedin: per il B2B è il social network più interessante: i contenuti (scritti, illustrati, audio o video) sono preselezionati dai membri delle community di cui si è scelto di fare parte, per questo è largamente in target con gli interessi e gli obiettivi personali e professionali.

Assolto il primo punto (l’analisi delle esigenze e degli obbiettivi) si passa al secondo (quali azioni adottare sui social media in ottica B2B).

I toni su Twitter?

Meglio effervescenti e positivi (che la depressione non attira le masse).

La voce vincente su FB?

Anche qui vincono ottimismo e positività, intervallati da momenti di serietà, magari demandati a immagini o video, più che ai commenti.

Diventare influenti su Linkedin?

Lo si fa dicendo le cose (interessanti) che si hanno da dire. E, se non se ne hanno personalmente, si segnala qualcosa che ha interessato e fatto riflettere per condividerla con gli altri colleghi. Che si sia azienda o libero professionista vince lo stile, la classe, la coerenza con il proprio lavoro e pensiero.

E se non ci si sente in grado di adoperare i social media (non si parla di un utilizzo personale ma, come chiarito sin dal principio, di un impiego pianificato e condotto con l’obiettivo di accrescere il proprio bacino di utenza e clientela), ci si può rivolgere a noi di Copying che, tra le disparate attività, ci vantiamo anche di Sartorie Digitali, un progetto di Formazione su Misura rivolto a manager, imprenditori e professionisti interessati a comprendere maggiormente quanto la Digital Transformation possa avere un impatto sul proprio business.

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